Una famiglia a colori: quando a casa bussa la RAI

 

Questa settimana è iniziata con una sorpresa.

Ero al lavoro, lunedì mattina in atelier e mi ha telefonato Cristina, consulente per l'immigrazione che già conosco e stimo per il suo impegno da tempo attraverso il gruppo facebook Diaxasso - famiglie afroitaliane- .

Facebook ha anche del buono, diciamolo, visto i recenti accadimenti, e il gruppo da lei fondato è uno dei pochi che conosco dove non c'è polemica ma solo tanta e corretta informazione e gentilezza, condividendo tematiche comuni alle famiglie bi-culturali o adottive con bambini anche di origine africana o mista.

E infatti ogni tanto ci si incontra anche insieme nella Grande Città.

 

A proposito il prossimo incontro dovrebbe essere ai primi di ottobre, se troviamo lo spazio, vorremmo anche organizzare un piccolo swap di vestiti per bambino, giocattoli, vestiti afro e libri da scambiare o vendere a un prezzo simbolico (=basso). Se vuoi unirti iscriviti al gruppo!

 

Insomma, Cristina mi chiama e io pensavo fosse per organizzare l'incontro e invece no.

Lei deve essere intervistata a Roma sulla tematica legata ai documenti per sposarsi quando nella coppia c'è un/una straniero/a, che in Italia è quanto mai vaga e mutevole come nelle stagioni.

 

Noi, io e Adulto Padre, stiamo insieme dal 2005 e da allora abbiamo visto di tutto: da che potevi sposarti semplicemente con due documenti a che invece non potevi più sposarti con uno straniero senza permesso di soggiorno, andando contro ogni diritto di democrazia e amore, oserei dire.

Abbiamo avuto amici che dovevamo sposarsi ma, siccome lui non aveva il permesso, era stato rimpatriato e lei ha dovuto prendersi un'aspettativa dal lavoro per andare in Senegal e contrarre matrimonio all'Ambasciata Italiana, non perchè era più esotico ma semplicemente perchè, per la legge voluta da quei simpaticoni della Lega,  non potevi sposare un clandestino.

Era il 2009, non il Medioevo.

Casualmente, eravamo in Senegal anche noi e Adulto Padre ha partecipato al loro matrimonio.

Lei, poi, è tornata in Italia, da sola, e non potete immaginare dopo quanto tempo ha ottenuto lui il permesso di raggiungerla.

Solo quasi due anni dopo.

Miracolosamente, stanno ancora insieme e hanno due splendidi figli.

Adesso la legge è cambiata ancora e, anche senza documenti in regola, potete sposarvi!

Vive l'amour!

Ma per ogni questione tecnica vi rimando al post di Cristina qui.

 

E tornando a noi, per farla breve, abbiamo fatto da testimonial in un breve video girato martedì scorso a casa nostra, all togheter  al completo e abbiamo parlato della nostra situazione, dei nostri documenti.

E' venuto un simpatico videomaker da Roma che per due ore ci ha inseguito e chiesto di tutto per poi tagliarlo e condensarlo in 1 minuto e 40 di video.

Il video, andato in onda giovedì mattina su Rai 1 (la TV ha tempi strettissimi!!!) lo potete trovare registrato dal cellulare sulla pagina facebook Mondobaobab con un allegro sottofondo della voce della Grande Nonna, che commentava come neanche nei film dell'oratorio.

 

Quello in streaming ha detto la Rai che lo metterà a breve.

Aspettiamo.

Il succo di tutto questo è che comunque ci siamo divertiti, non abbiamo preso un euro (in tanti ce l'hanno chiesto: ma vi hanno pagato? nooooo) ma, come si dice, barattoli di visibilità e, Bambino Grande ha aumentato la sua autostima al parchetto della Banlieue in modo esponenzialmente molto alto.

Se la tira molto, come si dice nella Grande Città.

E' questo non è male, visto i tempi e la sua autostima in crescita.

 

E adesso, tornando alla normalità, ci siamo ri-smembrati, Adulto Padre in tour a Paris per il week end mentre io sarò, manco a dirlo, a lavorare!

Ma con divertimento e stile country cavallerizzo visto che sarò circondata da bambini a fare workshop all'Ippodromo.

Ci vediamo?

 

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Commenti: 1
  • #1

    Kremo (lunedì, 19 settembre 2016 20:47)

    Applausi