Io viaggio (anche) da sola

 

Ho viaggiato da sola fino dalla più giovane età.

Il primo viaggio in InterRail nel lontanissimo '95, quando l'InteRail era per tutta Europa e non a fasce di zone,

quando solo per passare la notte prendevi i treni a lunga percorrenza e ti risvegliavi 700 km più a ovest di dove eri partito e in Belgio avevi scoperto che non era possibile perchè troppo piccolo, 4 ore ed eri dall'altra parte del paese, nemmeno il tempo di una dormita.

Che bello.

Che bella la scoperta di Lisbona da sola, le sue salite e i suoi alberghi decadenti e non c'erano nemmeno gli ostelli.

Viaggiavo da sola allora, senza figli e con la vita tutta davanti, sognando che quello che volevo l'avrei potuto fare.

E allora mi interessava più di tutto viaggiare.

E così ho fatto per anni e anni.

La parola che mi echeggiava nella mente era sperimentare.

La scuola superiore, sperimentale, la vita, un'esperienza.

 

Ma ho capito anni dopo che anche con i figli e il marito avrei dovuto continuare a viaggiare da sola.

In uno dei primi viaggi in Senegal, con Bambino Grande di neanche 2 anni, stavamo ad aspettare a Citè Faide, un quartiere caotico e rumoroso con i tir sotto casa ad ogni ora, aspettavamo un benedetto conteiner da sdoganare al porto che chiaramente non arrivava mai e intanto passavano i giorni.

Tra il traffico strombazzante e la passeggiatine tra le case in costruzione perenne.

Tempo dieci giorni e, da sola con bimbo al seguito, sono partita alla volta di Saly, almeno più tranquillo e con un minimo di confort per me e Bambino Grande, già ben camminante e impetuoso.

Trovato camera ammobiliata con bagno e uso cucina a 200 metri dalla spiaggia. Un'altra vita.

E almeno Bambino Grande camminava in un luogo più pacifico, senza rischiare di essere tranciato netto da un tir, all'occorrenza.

 

E così è stato più o meno sempre:

Se la situazione non ti soddisfa, se si ha bisogno di un pò di vita o di staccare, si va anche da soli.

E "soli" adesso vuol dire con i figli a seguito.

Che sia in Liguria, in Senegal o al pub per l'uscita settimanale in orario aperitivo.

 

Questa settimana cade il mio compleanno.

E, casualità o meno, VIAGGERO' SOLA.

Neanche tanto lontano, ma, come si dice, ciò che conta non è la destinazione ma il percorso.

E in questo caso conta il rendere la giornata diversa, un viaggio fuori dal quotidiano, una (quasi) giornata in solitudine e relax.

Prima di tutto lontana dal tran tran del lavoro. E qui è facile: niente impegni presi e una giornata di permesso.

Ciao ciao a tutti. Niente cellulare. Niente computer.

Dove andrò è meglio non portarli.

La giornata in relax sarà "quasi" intera, perchè naturalmente, termina alle 16,30. Giusto il tempo di andare a prendere i bambini a scuola. E poi si festeggerà anche con loro, a modo mio, in un pub.

(E chi mi conosce sa che non è strano per me festeggiare in un pub)

 

E penso che comunque vada, progetti o meno realizzati, compagni di vita o compagni di annate, figli al seguito o opportunamente dislocati, qualche viaggio futuro ancora ci sarà.

Viaggerò da sola ancora.

 

Ma comunque domenica 23 ottobre si festeggerà in una sorta di viaggio mentale e creativo.

Tra donne, perchè come sempre le donne rispondono di più, sono in ascolto, e, a volte, si ascoltano.

Un giro di carte, una lettura attraverso i tarocchi per chiarire il proprio nodo individuale di questo momento (o che torna sempre) e un momento creativo attraverso la realizzazione del batik.

Fluttuante con i suoi colori e caldo come la cera bollente.

Ci sarà Batik Tarocco (qui tutte le info).

Che volere di più?

Che dite, viaggiamo insieme, almeno qualche ora?

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0