Nuovi equilibrismi famigliari: quando la forza è nella divisione

 

C'era una volta il modello di famiglia Mulino Bianco, cresciuto a Macine e Pan di Stelle degli anni Ottanta.

Una mamma, un papà e due figli, un maschio e una femmina, normodotati, bellini ma non troppo, tutti lavoro muniti, realizzati con le loro 40 ore a settimana e le ferie estive in Centro Italia.

Lanciati verso il progresso, la crescita economica e i bambini che potevano fare, se lo volevano, gli astronauti oppure i giornalisti, certi che l'operaio non era nemmeno preso in contemplazione.

 

Poi i bambini crescevano e si accorgevano che c'era un mondo intorno a loro che prendeva i biscotti al discount, le sotto marche del Pan di Stella, se andava bene. Loro comunque, anche se avevano la laurea in ingegneria sistemica applicata, non trovavano il lavoro che volevano, l'astronauta no perchè troppo sbatti, nè tanto meno l'operaio, perchè di posti ce ne sono molto meno dei tempi del tuo babbo e al massimo finisci in un call center.

 

E intanto diventi grande anche tu, guarda caso ti mette pure a fare figli.

Solo che la famiglia Mulino Bianco traballa.

E qui il senso è trasversale e universale, da qualsiasi paesi lo guardi.

Siamo circondati da separati: in casa, fuori casa, tornati al paesello, con altre famiglie prima, dopo, durante, ogni dove e indipendentemente dalla nazione di provenienza. 

Parli con una compagna di Bimba Piccola e scopri che anche loro sono separati e se non lo sono lo diventeranno tra qualche anno e si stanno già preparando all'evenienza. 

Perchè la crisi è dietro l'angolo e ti aspetta, LEI.

 

Noi, nel nostro piccolo, pratichiamo l'arte sottile degli equilibrismi tra stili di vita diversi e poca rassegnazione a una vita adattata al modello degli altri.

 

Il modello Mulino Bianco è chiaro che non funziona, anche se la pubblicità ancora ogni tanto lo propina.

Adesso vanno di più i formati small.

Nel senso che la famiglia extra large è difficile da mantenere e non solo economicamente parlando.

E' difficile perchè ognuno ha i suoi bisogni, i suoi momenti, il suo lavoro che va e che viene e non è solo e l'unico interesse prioritario.

E ci sono tante altre palline in ballo che devono roteare contemporaneamente, mi capite?

Se ti fermi sei perduto.

E cade tutto a terra.

 

E quindi la soluzione ogni tanto per noi è praticare la divisione.

Diventare a momenti alterni, formato small.

Da sempre, si può dire, cerchiamo di modificare il nostro assetto in base alle nostre esigenze.

C'era un tempo che avevo bisogno di riposare perchè Bimbo Grande, allora neonato, urlava a squarciagola e, nonostante i primi mesi con il contratto da collaborazione a progetto, i progetti di lavoro dovevano essere portati avanti. E il week end era la fine, il crollo sulla stanchezza da primo figlio.

Adulto Padre si prendeva il bambino in inverno a spasso in passeggino nelle domeniche deserte nella Grande Città.

Con il primo figlio l'ha fatto più che con la seconda, certo il gioco è più divertente la prima volta.

Ma mai si sarebbe aspettato che, quando Bimbo Grande aveva tre anni, alla sua proposta di portarlo in Senegal per 5 settimane da soli loro due Adulta Madre avrebbe fatto la OLA con entrambe le mani.

E il giorno dopo, subito in Questura Locale a fare il passaporto per espatriare il piccolo insieme al padre.

Sono stati bene, insieme loro padre e figlio. Adulta Madre molto bene, da sola.

E così, per dovere di padre che divide le sue attenzioni giustamente in entrambi i figli, anche Bimba Piccola è partita da sola insieme a lui.

Per ben due volte: a un anno e mezzo e adesso, a quasi cinque anni.

Se la spassano, sembra tra Dakar ville e le caprette a casa della Gran Mère a Touba. 

Le fatiche sono meglio suddivise e i bambini si godono l'ebrezza di essere figli unici  a tempo determinato.

Coccole tutte per loro, privilegi del monopolio della televisione , cinema da solo con mamma, sveglia al mattino sussurrata gentilmente e pancake di Nutella al sabato mattina.

Fino a quando saremo di nuovo tutti e quattro insieme sotto uno stesso tetto.  

E lì la pacchia sarà finita e si tornerà a urlare come ai vecchi tempi.

 

Tra poco i post saranno di repertorio, per un mese poca, pochissima connessione on line ma qualcosa posterò lo stesso qui o, per gli amanti delle belle foto, qui.

Prepariamoci alla partenza!

 

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