Ma l'America è lontana: che fai se sei in Italia e sei bicult?

Cantava allora una canzone di Lucio Dalla degli anni '80: "Ma l'America è lontana, dall'altra parte della luna che a vederla anche se ride, mette un pò paura."

Qualcosa di simile.

Questo è forse il seguito del post Pronto soccorso per dialoghi razzisti a scuola che ha suscitato molti commenti nei gruppi (grazie, grazie, anche se non rispondo a tutti vi leggo TUTTI ma sono social introversa).

Molti hanno raccontato le loro esperienze di razzismo, piccole, spesso mascherate con stereotipi culturali, a volte insignificanti.

Tante piccole gocce.

Qualcuno ha detto che bisognerebbe fare più inter-cultura nelle scuole.

Si, forse, male non farebbe.

Ma io Adulta Madre, ho bazzicato le scuole con progetti di inter-cultura per almeno 10 anni più di 10 anni fa, quando ancora non era (im)politically correct farli. Quando c'era sentimento e nessun profugo che sbarcava Ogni Santo Giorno.

Risultati? quelli che vediamo ai nostri giorni.

Zero, quindi. Un fallimento.

Perchè?

 

Perchè l'italia è ( e mi costa dirlo) un paese fortemente IPOCRITA.

Un paese fatto di lamentoni e piccoli campanilismi.

Dove si litiga per una squadra di calcio oltretutto super pagata.

Dove ci si professa laici ma c'è il crocefisso nella maggior parte delle scuole del paese a bella vista di tutti i minori.

Dove io non sono religioso, non vado in chiesa da vent'anni, ma la Comunione gliela faccio fare lo stesso che almeno è a posto con tutto. (A posto con che, tra l'altro?)

Dove le uniche festività concesse sono quelle cattoliche quando in Senegal (80% musulmano, dei così detti paesi in via di sviluppo), solo per citare un paese perchè è un paese che in qualche modo conosco di più, si festeggiano sia le festività cattoliche che quelle musulmane, a scuola.

Dove, se tuo figlio vuole fare l'ora alternativa ti convocano in classe per dirti che "no signora, non è possibile, è l'unico della scuola"- 2014- la banlieue di Milano - successo veramente, in prima elementare.

Dove ci sono ancora 2 ore di religione a settimana ma non c'è la madrelingua inglese non dico per tutte le classi, ma almeno al secondo ciclo della primaria male non farebbe, no???

Dove, per vedere le immagini degli Usa di Trump dovremo forse aspettare trent'anni. Per Obama non c'è speranza, mi sa.

Siamo 30 anni indietro. Forse anche 40, toh.

30 anni indietro per vedere un poliziotto di colore o almeno di origine non italica.

Per non parlare di medici, avvocati, tassisti.

Mosche bianche.

 

Che bisogna fare quindi?

Non lo so.

Ti dico cosa faccio io nel mio piccolo.

Cazzio.

Cazzio (è milanese slang, si dice in italiano cazzio?), si insomma, correggo tutti quelli che utilizzano termini sbagliati.

Che parlano per stereotipi, che fanno battutine su stranieri, extracomunitari rivolgendosi anche ai "poveri" rumeni che oltretutto extracomunitari non sono.

Cazzio e spiego. Tento, spiego il perchè dei barconi che non vengono perchè c'è guerra-fame-carestia e l'Europa è tanto bella.

Vengono perchè l'oggi in Africa è il risultato di 3 fottuti secoli di sfruttamento.

Non 2 anni, non 20 anni.

3 SECOLI, ovvero 300 anni almeno.

E tutta la merda e il male che abbiamo lanciato senza pensare alle conseguenze prima o poi torna.

"Peccato" che è tornata adesso e siamo assolutamente impreparati.

-Meno inter-cultura buonista e più verità nuda e cruda-

 Se poi volete leggere un'analisi ben fatta e non, come dire, stereotipata, della situazione in Africa consiglio questa lettura di Agatha Orrico, giornalista non scontata.

 

E poi, nonostante tu italiano sia ancorato a un imperfetto storico assoluto dove tutto era bello, tutto funzionava così così e c'era la Lira, i panettoni a Natale in milanese e si andava a sciare con la tredicesima del posto fisso in Innocenti, devi capire che quello è stato solo UN MOMENTO storico definito, quello del post anni Cinquanta del boom economico, non l'assoluto eterno.

E non torna, non tornerà, nonostante tu creda in Salvini come a Cristo sulla croce.

E noi?

Beh, noi siamo il futuro.

Noi siamo la possibilità reale che si può appartenere a due culture, che si possano capire più lingue, che si festeggi il Natale ma non mangi lo zampone.

 

Noi ci adattiamo, pratichiamo la resilienza tutti i giorni, ovvero la sottile arte della resistenza, piegandosi ma non spezzandosi, perchè non siamo ancorati al palo di una bandiera sola di colori slavati.

Abbiamo più bandiere dentro noi.

E il futuro, cari miei, non si ferma.

 

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