All'inizio era un Erasmus in Finlandia - adesso è un Suomi Salone a Milano

Questa è la storia di un amore nato tanto tempo fa, ma non è il solito amore.

Quando è iniziato tutto?

Quando Adulta Madre ha scelto di fare ciò che fa?

A fare workshop, atelier con ogni tipo di personaggio, a fare, fare, fare.

Quando frequentavo l'Accademia di Brera, l'ultimo anno e a febbraio sarei partita per l'Erasmus, mica a Londra o a Parigi

no, a Jyväskylä - Finlandia (e perdonate amici finlandesi se ancora per scriverlo corretto devo andare su google).

Perchè avevo preso un 18 a un esame polemico di Progettazione delle Arti Contemporanee e non l'ho rifiutato e la media è scesa giù giù giù che alla fine i posti più gettonati - London and Paris  - se n'erano andati e rimaneva Jyväskylä a febbraio.

 

Che per una abituata alla Grande Città è come andare a Piacenza se si viene da Tokio.

La Finlandia prometteva due cose: di essere fredda e di essere cara.

E quindi i mesi precedenti Giovane Adulta non ancora Madre ha scelto di arrotondare andando a lavorare in uno showroom di design per i mesi natalizi. Ad impacchettare lampade super stilose in carta viola lillà con fili di carta da zucchero. A conversare poco amabilmente con le clienti nella scelta di un accessorio il cui prezzo medio era di minimo 100.000 lire, nel 1998. A parlare di eleganza, luminosità e abbinamenti con il sofà della seconda casa a Curma.

 

E con il tarlo se iscriversi, dopo l'Accademia, a un master in design. Febbraio è arrivato e, con i soldi in tasca, la Finlandia è arrivata scendendo da un aereo innevato e buio alle 3 del pomeriggio. Mantenendo in parte le sue promesse.

Fredda, era fredda.

-26 gradi ad aspettare l'autobus al mattino, convinta che ci fossere le pensiline con i sedili che ti scaldavano il sedere, siamo nel Grande Nord,

e invece c'erano le pensiline come sulla via Emilia, con il tettuccio aperto alle interperie e io con il passamontagna congelato tipo Ninja.

Cara però non lo era. C'erano molte agevolazioni per gli studenti: dagli affitti delle case fino al latte al supermercato in vendita a tre litri in damigiana perchè il latte al Nord è come acqua.(oltre alla birra, off course)

L'Università non era un Academy of  Fine Arts ma un Politecnico dove si parlava di tessuti in microfibra sintetica effetto asciutto anche se bagnati ( dalla neve, si intende). Una palla, per una che veniva da Scenografia- Brera Academy.

 

Ma Jyväskylä aveva anche una chicca: il Craft and Art Centre dove giovani di tutte le età, dai 5 anni ai 25 passavano i loro lunghi, bui pomeriggi invernali a fare tante cose: cartapesta, tintura della lana, coloritura dei tessuti, assemblaggio di lampade fatte a mano, meno design e più hand made. Bambini di 7 anni con il saldatore per lo stagno in mano. Giuro. Una pacchia per Giovane Adulta non ancora Madre.

Il primo batik con la cera l'ho fatto a Jyväskylä. Maddai. Esotico del Grande Nord.

E lì ha capito. Che la tesi non sarebbe stata s ul design,che lavorare a contatto con tutti quei giovincelli le piaceva, che forse una specializzazione in arteterapia non ci stava male.

Che, soprattutto, l'importante era essere e fare e non discutere per ore sulla tonalità di Pantone adatta a una microfibra sintetica.

 

Casualità, perchè tutto torna, anche la Finlandia. Adesso il suo ultimo progetto, quasi un figlio, il quarto a questo punto, è il progetto di Ideamondo in via Bassini 49.

E per il Fuori Salone assieme alla socia finlandese, Anna, una roccia di hooligans mascherata con il sorriso, ci sarà un Suomi Salone: il Salotto dei finlandesi a Milano sarà da noi!

Mica niente!

Ci passate a trovare?

 

 

--- Post scritto anche grazie agli esercizi della Luna di Miele Biz di Gioia Gottini

che sto seguendo trepidamente e consiglio caldamente se una donna vuole realizzarsi al di fuori dell'essere mamma-moglie-compagna o chessò..---

ps: biz = business , affari, lavoro insomma

 

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