Più Ibiza per tutti?

Da cinque anni orami non facciamo altro che andare ad Ibiza in estate. Da due anni diciamo che è l’ultima volta ma poi ci ricaschiamo perché come ha detto un nostro amico che frequentiamo là , un pezzo di cuore oramai rimane a Ibiza anche quando non ci siamo.

Perché ibiza? La più pratica e pragmatica è che è il posto dove andare in questi anni che abbiamo i bambini ancora piccolotti. Perché mette d’accordo tutti.  Tutti sono contenti di andare. I bambini soprattutto e unicamente per il campeggio. Dove possono giocare a ping pong, dove possono litigare in diverse lingue, dove c’è sempre un adulto (più o meno affidabile) su cui fare una specie di affidamento in caso di emergenza.

No, non c’è la baby dance. E neppure l’animazione per bimbi.

Ci sono solo parecchi bimbi che oramai sono abitueée, vengono da diversi anni ma i genitori di alcuni non sai nemmeno chi siano. Stanno insieme, ogni tanto si guardano un tablet o un cellulare per i giochi tra di loro, certo, non è che non lo fanno, stanno al parchetto giochi, si annoiano insieme anche parecchio.

Com’è giusto che sia. E comunque vanno al mare, che dista neanche 100 metri, sono i padroni della spiaggia, giocano con le onde, saccheggiano il supermercato del campeggio a discapito dei nostri pochi euro.

C’è libertà in uno spazio protetto, tutto sommato.  Tutti sanno chi sono, tutti sanno dove stanno, nel caso ce ne sia bisogno.

A Ibiza nel camping il rapporto adulto-bambino varia. Non è più uno o due adulti che seguono un bambino ma sono 10 bambini che scorrazzano da soli con adulti di passaggio che monitorano la situazione in un’area Adult Free.

Poi il camping è diventato davvero come una piccola grande famiglia. Ogni anno scopri qualcuno che non conoscevi gli anni precedenti.

Il camping lo ami e lo odii nello stesso tempo. Lo ami perché dà possibilità di spazio ai bimbi, lo odii perché non riesci a staccartene mai.

E ritrovi le persone che già conoscevi e che vivono stagionalmente qui, facendo massaggi e poi partendo in inverno verso l’oriente, magari. Che riescono a prendersi tempo per loro anche senza figli al di fuori del lavoro, riuscendo a giostrare pure piccole vacanze seminario di qui e di là. Profonda stima e invidia, a me che non ci riesco ancora e vedo l’obiettivo dell’indipendenza da me ancora lontano, all’incirca con i miei lontani ma non troppo 50 anni.

Quest’anno ci sono state tante alghe, tantissime in mare e ogni volta pettinare i capelli dei bambini con aggrovigliato il mare dentro ha richiesto le mezz’ore di tempo a testa, letteralmente a testa.

Adulto Padre, dal canto suo, ha continuato con la vendita del suo artigianato tra market e conoscenze oramai un piccolo, infinitesemale spazio all’interno della babele dei venditori dell’ "isla" se lo è guadagnato e così ha persone che conosce, contatti, piccole occasioni.

Un poco di Ibiza lo porteremo dentro anche durante l’inverno, di sicuro e sarà fatto degli odori, della pigrizia lenta dello scorrere del tempo con poche cosa da fare, del prendersi del tempo solamente per guardare il cielo e le nuvole che passano veloci.

Che durante l’anno non guardiamo mai.

Ibiza per noi è stata quest'anno come il mare di fronte di Cala Nova, quello del camping, mosso, che smuoveva la sabbia sotto del fondale e te la buttava addosso e la cosa è bella ma non bellissima, ti rimane attaccata nella testa e fai fatica a staccartene.

 

Ogni volta torniamo dal campeggio con diverse idee e cambiamenti in testa. Dua anni fa ho affrontato la riduzione di orario al lavoro e l’ho deciso a Ibiza. Sono tornata e ho detto: ok, meno ore da dipendente. E così è stato.

Quest’anno l’idea che ronza è sicuramente più radicale. E inizia dal taglio di capelli che mi ha tagliato Adulto Padre in campeggio. Sono tornata anche raffreddata e senza voce, però.

 

Quindi aspettiamo che tornino le energie, ancora siamo nella fase del limbo del ritorno senza ritorno e piano piano ripartiamo.

Per ripartire con la giusta lentezza ogni martedì pomeriggio riprendiamo a manipolare l'argilla, c'è un'ora di prova gratis per tutti quelli che vogliono rilassarsi manipolando la terra.

Dalle 15 alle 19 dal 5 settembre. Siamo qui.

Lentamente.

 

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