10 anni di Bambino Grande e il regalo del cellulare

Bambino Grande ha compiuto 10 anni.

10 anni fa eravamo sicuramente più giovani, più ingenui, più resistenti alle notti in bianco.

10 anni sono stati grandi prove di resistenze ma anche grandi sbotti e sorprese. Sorprese che a scuola va bene, che non è dislessico-autistico-iperattivo anche se poteva dar tanto l’idea che lo fosse.

Ancora gli amici - carini – che ancora ti chiedono: “ma... a scuola, tutto bene?”

Si! a scuola tutto bene, cavolo.

Da che ha inserito la prima elementare è in una corsia con il Garde Rail laterale ad entrambi i lati, si sente protetto, sicuro, tra le coniugazioni dei verbi al congiuntivo prossimo e le equivalenze di matematica.

Sta imparando a crescere e a fortificarsi, sembra, anche davanti ai conflitti con gli altri bambini, sta imparando a destreggiarsi tra le risposte da dare, dove cedere e dove no.

Flessibilità, si chiama.

 

Sta crescendo, insomma, anche se la strada è sempre in salita e non abbassiamo mai la guardia. Lo abbiamo imparato con il trattamento dei pidocchi che ripetiamo una volta al mese e nonostante tutto ancora ci coglie impreparati, vedi con il resto.

Ma non è un’autoglorificazione di questi ultimi dieci anni di crescita, no.

Anche perché dieci anni fa c’era sicuramente più positività, più fiducia in un mondo multi culturale che si sta frantumando in ogni abitazione che sgomberano, in ogni nave che approda carica di commenti idioti su facebook.

Ma questo è un altro discorso.

 

Il tema in questione è il cellulare. Da noi ogni cosa che si vuole ottenere non è una battaglia ma una guerra. La questione del cellulare è iniziata ad aprile quando alcuni suoi compagni per i 10 anni hanno avuto il cellulare in regalo. E lui, martello pneumatico, a fartelo notare ogni giorno, più volte al giorno, anche nei momenti più inopportuni tipo al mattino mentre vi state preparando per uscire o alla sera prima di cadere distrutta sul letto.

Hai voglia a motivare, a portare tesi educative sul fatto che prima degli undici anni no e poi no. E questo ce l’ha perché ha il fratello più grande e quindi gliel’hanno regalato e l’altro ce l’ha perché che cavolo ne so, noi no. A undici anni.

 

Ma  le battaglie vanno fatte se entrambi i parenti in questione sono allineati, no? Se no non  ha senso, non c’è alleanza, l’Asse della Triplice Intesa, con la complicità dei nonni, si spezza.  E chi non ha retto l’alleanza?

Adulto Padre chiaramente non era d’accordo. Per lui già a nove anni si può avere un  I Phone 1000 Giga anche se non si è capaci neanche di mandare degli sms in italiano corrente. Certo, perché lui non lo fa e quindi… cosa vuoi che sia? E dunque discussioni, progetti educativi che vacillano, spiegazioni e litigate altalenate anche per tutta l’estate a suon di ultimatum e ricatti.

Bambino Grande, chiaramente, giocava dalla sua il suo pessimismo cosmico e si narrava come l’unico bambino del circondario senza il cellulare alla mano. Lo sfigato. Senza neanche sky alla televisione o la Play Station. Senza nulla.

E alla fine ha vinto. Adulta Madre ha mollato gli ormeggi e ha scaricato what’s up.

 

Tanto il cellulare lo pagava il padre, una volta tanto. L’asse è crollata, la guerra si vince se si è uniti e in questo caso non lo eravamo.

E allora, per una volta tanto, vuoi mica dir di no e far felice il figliolo?

Intanto la ripresa post vacanza continua e noi andiamo avanti a macinare laboratori, lezioni gratuite  e promozioni!

Questa settimana siamo in Conte Rosso, al Sabato di Lambrate per far provare l'argilla e tutti i bimbi e adulti dalle 11 alle 13.

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