Educazione dei figli e storie di genere

Adulta Madre ha due bimbi: un maschio e una femmina.

Anzi: un Maschio e una Femmina.

Con la Lettera Maiuscola.

Perchè, al momento, hanno proprio caratteristiche tali. Da Femmina e da Maschio.

Alla faccia del genere come fattore inculcato dalla società.

 

Prima di avere figli Adulta Madre credeva davvero che la società plasmasse, modellasse il genere.

Che si poteva crescere un figlio da maschio anche se era nato femmina.

Modello Lady Oscar, per intenderci. Anche perchè da bambina era un pò tonta e non aveva capito del tutto se Lady Oscar era maschietto o femminuccia, (questo fino alla puntata dove le si lacera la maglietta combattendo a spada contro Andrè).

Insomma, non si faceva domande.

 

Poi è nato Bambino Grande e, come primo figlio, ha passato i primi anni nella quasi bambagia.

Giochi educativi in legno e tessuto, niente plastica, portato nella fascia come fanno le brave mamme (e tutte le donne del mondo ad esclusione delle occidentali), allattato finchè la tetta ha resistito, poca televisione, molto Barbapapà.

 

Giochi da maschio? neanche a parlarne. Semplicemente NO. Tutto unisex e squisitamente morbido, colorato, ecologico.

 

Finchè un giorno.

Lo ricordo come fosse ieri.

Eravamo in un posto fatto per le mamme e i bambini, che stavano iniziando a fiorire nella Grande Città.

Bambino Grande non aveva neanche due anni.

Giocava per terra con non ricordo cosa e dall' altro lato della stanza l'ha vista in movimento e non ha capito più nulla.

Con versi da duenne si è lanciato verso di lei.

La sua prima volta.

L'ha vista:

Lei...

una MACCHININA!

di quelle che le schiacci all'indietro e partono veloci.

 

E non ha capito più nulla.

Ha iniziato a giocarci fregandosene che era di un altro bambino.

E poi ha pianto perchè se la voleva portare a casa.

 

La Madre, caduta dal pero.

Ahhh! Allora gli piacciono le macchinine .

Un dubbio dovevo avercelo visto che passava il tempo sul passeggino tutto storto a guardare in basso, praticamenete ipnotizzato, le ruote che giravano.

Ma non l'avevo voluto vedere.

 

E da allora un via vai verso i cantieri in costruzione, i libri con i trattori e la trebbiatrice.

Mitica TREBBIATRICE. Ore passate a guardarla con desiderio quasi morboso.

Che bella. Con quelle lame in basso. Sapevamo tutti i nomi delle parti che la compongono, della Trebbiatrice.

 

La Femmina, invece.

Tutto il contrario.

Adulta Madre non ha mai apprezzato i fiori più di tanto.

Ma lei, ogni volta che vede cespugli fioriti è un OOOHHH che belle! Rose arancioni, rose viola, rose di tutti i colori anche se sono solo dalie bianche. Per lei son sempre rose.

 

Si rimira soddisfatta allo specchio con i vestiti, vuole sempre la gonnella anche se ci sono 5 gradi all'ombra e, chiaramente, sta iniziando ad entrare nel trip della Principessa Sofia.

Anche se in casa non si è mai vista una principessa e sua Madre assomiglia di più alla brutta copia della matrigna cattiva, ma versione povera.

Quella senza domestica.

 

Sarà la società a plasmare il genere.

Ma anche il DNA non scherza.

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