Di coppie miste e altre storie datate

Tanto tempo senza scrivere nel blog e nemmeno sul mio vecchio sito.

Perchè?

Perchè le cose cambiano e la vita si modifica.

Due anno fà facevo un rebranding del sito pensando anche a un logo nuovo e non avrei mai immaginato che poi la mia vita on line sarebbe poi migrata verso altri siti, altre storie.

Adesso tutto va in questa direzione, nelle newsletter di Ideamondo che escono ogni due settimane, nell'organizzazione degli eventi e dei corsi, nell'allacciare nuove collaborazioni in quella Grande Città che è Milano.

 

Intanto e comunque la famiglia cresce e la coppia resiste.

Mica in modo lineare e armonico, no , quello mai, ma a suon di urlate e battaglie con i più piccoli . Di silenzi e di pause con i più grandi.

Adulto Padre è ripartito per qualche settimana nel suo Senegal fatto di Magal e Città Sante, di auto usate e comparvendite varie.

Quello non cambierà mai. Nonostante gli anni, la gastrite cronica e dolori vari, se c'è da partire con un aereo che decolla  a mezzanotte e arriva 11 ore dopo lui parte senza nessun dolore. Poi, quando torna crolla sul divano per due giorni, ma questa è un'altra storia.

Il suo ideale di partenza prevede almeno due volte all'anno incontri ravvicinati con la Casa Madre.

Il mio ideale di partenza prevede nomadismo e posti nuovi ogni anno.

Quest'anno arriveremo a un accordo che prevede un posto nuovo per tutti (e insieme) almeno una volta all'anno.

I bambini intanto, soprattutto Bambino Grande, mitizza il Grande Padre e nella letterina per la Festa del Papà mai obsoleta e molto vintage anni sessanta, scrive che con il papà gioca a calcio neanche fosse in Serie A.

E tante altre belle parole che la maestra gongola al colloquio come non mai. Che struttura delle frasi, che descrizioni! Beh, mi fa piacere, dico io.

E per la mamma? Per la mamma no, sei sempre il due di picche, sei la battaglia dei 100 anni.

Alla mamma l'anno scorso ha riservato un fumetto intitolato "Il diavoletto" dove ne combinava così tante e così splatter che mi è valso un colloquio extra con le maestre preoccupate.

 

Intanto e comunque gli anni passano per tutti, per noi ne sono passati quasi 13 da che ci conosciamo e tanta acqua sotto i ponti.

Quello che è rimasto sempre lo stesso, senza patente e con un ideale di vita basato su una sopravvivenza naif e da Bayfall semi borghese in Europa.

Quello che è cambiato riconoscendo i porti tranquilli dalle false amicizie in nome del "Nous sommes tous des Africains" e così ti frego meglio e con più gusto, in simpatia.

 

Se devo vedere la maturità nei nostri anni la vedo come spazi di silenzio e oasi di indipendenza.

La vedo, perchè no, in una casa con tante stanze separate al posto del loft che tanto volevo qualche anno fa senza pareti.

Quello che ho capito da 13 anni di convivenza a intermittenza è che per poter stare insieme noi abbiamo bisogno di stare seperati.

Adulti e bambini senza eccezione.

 

Della mia vita on line ho capito che il blog piano piano chiuderà, perchè è vero che si legge meno, perchè Instagram sta prendendo davvero sempre più piede e puoi seguirmi qui o qui e perchè, semplicemente, ho meno da scrivere.

 

Faccio tanto, mi muovo tanto e non si può far tutto.

Abbiamo anche partecipato all'ultima edizione di Fà la Cosa Giusta ed è stato bello, bello anche incontrare persone che già mi conoscevano on line e seguono Mondobaobab da un pò.

Ma tutto cambia e si modifica, relazioni in primis.

 

E tu, cosa hai capito della tua lunga o breve relazione?

 

 

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Commenti: 2
  • #1

    aldo trogu (lunedì, 16 aprile 2018 21:17)

    dalla mia esperienza una cosa di certo ho capito;loro vogliono essere cosi come sono,c'è una ipocrisia di fondo nel relazionarsi con l'altro/a, tutto bello,tutto amorevole fin tanto che il menage rientri nel loro schema di vita,altrimenti sono tensioni,silenzi,incomprensioni, in altre parole;rottura culturale, mondi che si allontanano....,è difficile costruire un futuro sereno con queste premesse....

  • #2

    paola (martedì, 17 aprile 2018 08:46)

    Ciao Aldo, grazie per il commento. In effetti non è facile ma poi penso che non è facile comunque fare andare avanti una convivenza adesso come siamo abituati a vivere. Io la vedo come una possibilità, un mettersi in gioco e portare al cambiamento nel nostro comportamento attraverso la relazione e diversi linguagi linguaggi e valori. quando porta al cambiamento, a un essere diverso da quello che eri (e in meglio) allora ne è valsa la pena.